I draghi sono creature mitico-leggendarie, presenti nell'immaginario collettivo di molte culture come esseri sia malefici sia benefici. La presenza della figura mitologica del drago in moltissime culture in varie parti del mondo fa supporre che il drago nasca come spiegazione del ritrovamento di fossili di dinosauro, altrimenti impossibili da spiegare.
Nella mitologia cinese il drago è una bestia che è composta da varie parti di animali, ha il muso da coccodrillo, il corpo di serpente, la criniera e gli artigli da leone, le corna da cervo. È considerato un essere positivo e di grande saggezza, tanto che il trono dell'imperatore cinese era detto il Trono del Drago, e la sua faccia il Volto del Drago. Le credenze cinesi affermano anche che alla morte di un imperatore, esso volasse in cielo sotto forma di drago, e che quando un drago si alza in volo la pressione delle zampe sulle nuvole provoca la pioggia. Infatti il re-drago cinese Lung Wang è considerato colui che provoca la pioggia. Il drago orientale era una vera e propri divinità per l'oriente. Secondo la mitologia le uova di drago si schiudevano dopo cinquecento anni, mentre, per diventare adulto impiegava ventimila anni. Ogni elemento della natura possedeva un suo drago: il drago delle acque faceva piovere sulle piantagioni e il drago d'oro proteggeva i tesori celesti. I draghi orientali avevano anche una paricolarità, le dita; infatti i draghi normali avevano quattro dita, mentre quelli imperiali ne possedevono cinque. I draghi imperiali (detti anche celesti) accompagnavano gli imperatori defunti fino a un grande palazzo, che si trovava al di sopra delle nuvole, non visibile ai mortali. Secondo gli storici la leggenda dei draghi orientali nacque da un imperatore che viveva alle origini del mondo. Come simbolo aveva un serpente; ogni volta che vinceva una guerra contro una regione vicina metteva un pezzo del simbolo di quella regione, le corna, le zampe di tigre, i baffi di carpa, ecc.
Il nome "drago" deriva dal latino draco che a sua volta riprende il greco drákōn, termine che deriva dal verbo dérkomai ossia "guardare, fissare lo sguardo", con il significato di "dall’acuta vista". L'animale è già presente nella mitologia greca in vari miti, come in quello del drago Ladone, padre delle Esperidi, ucciso da Eracle e posto nel firmamento nella costellazione del Draco[1], o del drago Pitone ucciso da Apollo.
Ampie trattazioni sul drago sono presenti anche in opere di scrittori Romani come: Plinio[2], nella sua Historia Naturalis, Gaio Giulio Solino[3], e Pomponio Mela.
Nella favola di Fedro La volpe e il drago[4], il mitologico animale appare per la prima volta come guardiano di tesori nascosti.
Il Dorsorugoso Norvegese è una specie di drago che si differenzia dalle altre per il fatto di non essere spinoso. È di colore nero e, come gli altri draghi, è in grado di sputare fuoco dalla bocca. Il nome deriva dalle placche rigide che si trovano sulla schiena. Dotato di pericolosissimi aculei, vive in Norvegia e viene presentato nella saga, quando Rubeus Hagrid vince un uovo giocando alle carte, al pub Testa di Porco, che si schiuderà dando vita a Norberto (Norbert).
Il Grugnocorto Svedese appare nel quarto libro della Saga di Harry Potter durante la prima prova del Torneo Tremaghi. Ha un colore blugrigio ed è molto attraente ma parecchio irascibile.Il fascinoso studente di Tassorosso, Cedric Diggory lo affronta nella prova e riesce ad ottenere l'uovo d'oro, beccandosi però una scottatura.
L'Ironbelly Ucraino è la più imponente tra tutte le razze di drago. Il peso medio di un esemplare di tale specie è sei tonnellate, e sebbene lento, è molto pericoloso. La sua pelle è di colore grigio metallico ed i suoi occhi di un rosso profondo. Nel 1799, un Ironbelly prese una nave dal Mare Nero.
Il Lungocorno Romeno ha delle scaglie verde scuro e lunghe corna d'oro lucente con le quali infilza la preda prima di arrostirla. Polverizzate, le corna sono molto apprezzate come ingredienti per le pozioni. Il territorio originario del Lungocorno è ora diventato la più importante riserva di Draghi del mondo, dove maghi di tutte le nazioni studiano un gran numero di Draghi a distanza ravvicinata. Il Lungocorno è stato oggetto di un programma di allevamento intensivo, perché il numero di capi era diventato molto basso negli ultimi anni, soprattutto a causa del commercio delle sue corna.
Il Nero delle Ebridi è l'altro drago nativo della Gran Bretagna, ed è più aggressivo del suo corrispettivo gallese. Necessita di un territorio di almeno cento miglia quadrate per esemplare. Lungo fino a nove metri, il Nero delle Ebridi ha scaglie ruvide, occhi viola brillante e una fila di creste basse ma affilate come rasoi lungo la schiena. La sua coda termina con una punta a forma di freccia e possiede ali simili a quelle di un pipistrello. Il nero delle ebridi si nutre soprattutto di cervi, anche se ha rapito grossi cani e perfino mucche. Il clan magico MacFusty, si occupa tradizionalmente della gestione dei Draghi nativi.
L'Ungaro Spinato è un raro esemplare di drago molto pericoloso ed aggressivo. Nella saga compare un'unica volta: ovvero nel quarto libro quando Harry è coinvolto a suo malgrado nel Torneo Tremaghi alla prima prova, che consiste nel sottrarre a questo drago un uovo d'oro. L'Ungaro Spinato viene chiamato così a causa delle sue lunghe spine che ricoprono se non tutta gran parte del suo corpo.